
Nelle strade di una delle città più avanzate della Cina potrebbe presto diventare normale incrociare robot che passeggiano tra i passanti, entrano nei negozi o sostano nei parchi pubblici. Non si tratta di una visione futuristica, bensì di un progetto urbano sperimentale che punta a integrare esseri umani e macchine intelligenti nella vita quotidiana.
Il luogo scelto per questa prova su larga scala è Shenzhen, cuore tecnologico della provincia del Guangdong, dove nascerà la prima area urbana cinese pensata per essere “robot-friendly”. L’idea è quella di trasformare interi quartieri in ambienti di test reali per l’intelligenza artificiale agentica, superando i limiti dei laboratori tradizionali.
Un laboratorio urbano per l’IA incarnata
L’iniziativa è stata presentata durante la Guangdong-Hong Kong-Macao Greater Bay Area Artificial Intelligence and Robotics Industry Conference e si inserisce in una strategia più ampia volta ad accelerare la diffusione dei robot umanoidi. Il progetto fa parte del piano denominato “Guangdong Embodied Intelligence Training Ground 1+1+N”, concepito per addestrare sistemi robotici capaci di interagire autonomamente con l’ambiente fisico.
La formula “1+1+N” prevede tre elementi principali: un centro di addestramento a livello provinciale, una struttura dedicata alla gestione e al coordinamento delle attività e, infine, una zona dimostrativa urbana. Quest’ultima rappresenta il vero banco di prova: un distretto cittadino in cui i robot potranno muoversi liberamente tra strade, aree residenziali e spazi pubblici, confrontandosi con situazioni imprevedibili come il traffico pedonale o le consegne dell’ultimo miglio.

Perché testare i robot nella vita reale
Secondo le autorità e i media cinesi, l’utilizzo di scenari reali è fondamentale per migliorare le capacità operative dei robot destinati a settori chiave come la manifattura, la logistica urbana, la sicurezza e l’assistenza alla persona. Ambiti in cui l’automazione è sempre più richiesta, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione e della crescente carenza di lavoratori qualificati.
Shenzhen non è stata scelta per caso. Il Guangdong è da tempo uno dei motori industriali della Cina e un punto di riferimento per robotica e intelligenza artificiale. Le politiche locali hanno favorito una crescita rapida del settore: la regione produce oltre il 40% dei robot industriali del Paese e circa l’80% dei robot di servizio. Solo nei primi dieci mesi del 2025 sono stati realizzati circa 260 mila robot industriali e quasi 13 milioni di unità per applicazioni nei servizi.
Una partita globale sull’intelligenza artificiale
L’espansione dei robot intelligenti ha anche una dimensione internazionale. Le stime di Morgan Stanley indicano che il mercato globale potrebbe superare i 108 miliardi di dollari entro il 2028, con la Cina tra gli attori principali.
La sfida è anche geopolitica: mentre gli Stati Uniti conservano un vantaggio nella ricerca avanzata, rafforzato dalle restrizioni sull’export di chip, Pechino punta sulla diffusione capillare delle applicazioni pratiche. Città come Pechino e Shanghai hanno già annunciato investimenti miliardari a sostegno del settore, e il governo centrale prevede ulteriori finanziamenti nei prossimi anni.
In questo contesto, la “zona robot-friendly” di Shenzhen rappresenta molto più di un esperimento urbano: è un tassello strategico nella corsa globale all’intelligenza artificiale incarnata.
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