
Oltre 140 opere per raccontare uno degli artisti più iconici del Novecento e il suo legame con l’Italia. Dal 6 ottobre 2026 all’11 aprile 2027 il Museo di Roma a Palazzo Braschi dedica una grande retrospettiva a Keith Haring, protagonista assoluto della scena artistica internazionale degli Anni Ottanta. Curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, la mostra riunisce un’importante selezione di lavori provenienti principalmente dalla Nakamura Keith Haring Collection, la più vasta collezione al mondo dedicata all’artista statunitense. L’esposizione ripercorre l’intera parabola creativa di Haring, dagli esordi con i celebri disegni realizzati nelle stazioni della metropolitana di New York fino alle opere dell’ultimo periodo, mettendo in evidenza la forza di un linguaggio visivo semplice, immediato e riconoscibile, trasformato in uno strumento di comunicazione capace di parlare a tutti. Dipinti monumentali, disegni, manifesti, sculture e materiali d’archivio ricostruiscono il percorso di un artista che ha sempre difeso l’idea di un’arte pubblica, accessibile e profondamente legata ai temi della partecipazione e dell’impegno civile. Ampio spazio è dedicato al rapporto tra Keith Haring e l’Italia, un Paese che ebbe un ruolo significativo nella sua carriera.

Keith Haring – Tuttomondo – Pisa, 1989
Il percorso racconta le esperienze vissute tra Napoli, Milano, Pisa e Roma attraverso opere, documenti e testimonianze delle collaborazioni con figure centrali del panorama artistico italiano, come Lucio Amelio e la Galleria Salvatore Ala. Tra i lavori esposti figurano anche il celebre Poster for Pisa, realizzato in occasione del murale Tuttomondo, e Motorcycle, dipinto nella Capitale nel 1984. Proprio Roma occupa una posizione centrale nella mostra grazie a una sezione dedicata agli interventi urbani realizzati dall’artista durante il suo soggiorno nella città. Le fotografie di Stefano Fontebasso De Martino restituiscono infatti la memoria delle opere create nel 1984 al Palazzo delle Esposizioni, nell’ambito della rassegna Arte di frontiera. New York Graffiti, e sulle superfici trasparenti del Ponte Pietro Nenni lungo la linea A della metropolitana, lavori effimeri ormai scomparsi ma diventati parte della storia del suo passaggio nella Capitale. A completare il progetto sarà un ricco programma di visite guidate e attività educative dedicate a scuole, famiglie e pubblico adulto, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni il messaggio di inclusione e condivisione che ha reso Keith Haring una delle voci più influenti dell’arte contemporanea.

INFO
Dal 6 ottobre 20226 all’11 aprile 2027
Museo di Roma a Palazzo Braschi
Piazza di S. Pantaleo, 10, Roma