
L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui vengono prodotti e diffusi i contenuti online. Se il suo impiego per creare musica, immagini o intrattenimento può apparire innocuo, la situazione cambia radicalmente quando a essere coinvolta è la salute. Su TikTok, infatti, cresce il numero di video realizzati con l’IA che dispensano consigli medici, diagnosi improvvisate e presunti rimedi miracolosi, spesso privi di qualsiasi fondamento scientifico. A lanciare l’allarme è una ricerca condotta dall’agenzia britannica di marketing digitale Hallam, che ha analizzato quasi 1.200 video pubblicati su TikTok relativi a cinque grandi aree tematiche: salute, finanza, istruzione, carriera e informazione pubblica. Dallo studio emerge che circa un contenuto su cinque è stato creato, almeno in parte, con strumenti di intelligenza artificiale. Il dato più preoccupante riguarda però il settore sanitario. Secondo l’analisi, il 40% dei video di salute più popolari sulla piattaforma è generato dall’IA. Ancora più significativo il risultato ottenuto analizzando la ricerca “consigli di salute”: in questo caso la quota di contenuti realizzati da avatar e “medici artificiali” raggiunge addirittura l’84%. Un fenomeno che non si limita a occupare spazio nei feed degli utenti, ma che dimostra anche una notevole capacità di diffusione. Sebbene questi video raccolgano mediamente meno “like” e commenti rispetto ai contenuti prodotti da persone reali, vengono condivisi il 9% in più. Un dato che aumenta il rischio di propagazione della disinformazione sanitaria ben oltre il pubblico che stava cercando attivamente quel tipo di informazioni.
Rimedi improbabili e disinformazione medica
L’aspetto più critico riguarda la qualità dei messaggi diffusi. Secondo quanto riportato dal The Guardian, tra i consigli circolati attraverso questi account figurano presunti antidolorifici “naturali” come la combinazione di Coca-Cola e cipolla, oppure fantomatici integratori dai nomi altisonanti, presentati come soluzioni universali contro invecchiamento, caduta dei capelli, problemi della pelle, fragilità delle unghie e dolori articolari, pur non avendo alcuna base scientifica. In altri casi la disinformazione assume contorni ancora più pericolosi. Alcuni video attribuiscono un presunto rischio di cancro a comportamenti comuni, come riscaldare alimenti nel microonde all’interno di contenitori di plastica, utilizzare deodoranti o dormire vicino allo smartphone. Si tratta di affermazioni prive di evidenze scientifiche e già più volte smentite dalla comunità medica e dagli enti di ricerca. Il fenomeno si inserisce in un contesto in cui la circolazione di informazioni sanitarie non verificate rappresenta già una delle principali sfide dei social network. Alla diffusione di contenuti generati artificialmente si aggiungono infatti le dichiarazioni controverse di alcuni professionisti reali, contribuendo ad alimentare confusione e sfiducia nei confronti delle fonti scientifiche autorevoli.

Le richieste alla piattaforma
Di fronte a questo scenario cresce la pressione nei confronti di TikTok affinché rafforzi i sistemi di controllo sui contenuti sanitari. Emma Runswick, esponente della British Medical Association, ha invitato la piattaforma ad adottare misure più efficaci per limitare la diffusione di consigli medici falsi o potenzialmente dannosi. TikTok, dal canto suo, ha respinto le conclusioni dello studio, sostenendo che i risultati presentati non offrano una rappresentazione fedele della realtà della piattaforma. Un portavoce dell’azienda ha inoltre evidenziato come la ricerca provenga da un’agenzia di marketing con interessi commerciali. Il dibattito resta aperto, ma una questione appare ormai evidente: con la crescente capacità dell’intelligenza artificiale di imitare volti, voci e linguaggio umano, distinguere tra un medico reale e un avatar digitale diventa sempre più difficile. E quando a essere in gioco è la salute delle persone, il rischio non riguarda soltanto la disinformazione, ma le conseguenze concrete che consigli infondati possono avere sulle scelte dei cittadini.