
Non sono piramidi nel senso egizio del termine, ma la loro forma monumentale ha già fatto guadagnare loro un soprannome suggestivo: le “piramidi polacche”. Due grandi strutture funerarie preistoriche sono state individuate nei pressi del villaggio di Wyskoć, in Polonia, dagli archeologi dell’Università Adam Mickiewicz di Poznań. Le tombe risalgono a oltre 5.500 anni fa e appartengono alla Cultura del Bicchiere Imbutiforme (Funnelbeaker Culture), una delle principali civiltà neolitiche dell’Europa centro-settentrionale, sviluppatasi tra il IV e il III millennio a.C.
Monumenti lunghi fino a 200 metri
Le strutture presentano una caratteristica forma trapezoidale, con il lato orientale più ampio, e potevano raggiungere circa 200 metri di lunghezza e quattro metri di altezza. Il profilo, particolarmente evidente nelle ricostruzioni ottenute attraverso le indagini archeologiche, ricorda quello di una piramide. La loro costruzione dovette richiedere uno straordinario impegno collettivo. I monumenti comprendevano infatti grandi blocchi di pietra, alcuni dei quali pesavano diverse tonnellate, che dovevano essere trasportati e sistemati senza le tecnologie moderne. Le indagini con LiDAR, telerilevamento e prospezioni geofisiche hanno inoltre permesso di individuare numerose tracce di insediamenti nelle vicinanze. Il quadro suggerisce l’esistenza di comunità organizzate, nelle quali i monumenti funerari costituivano punti di riferimento del paesaggio. La funzione delle strutture era probabilmente funeraria. Altri monumenti della stessa cultura hanno restituito sepolture accompagnate da ceramiche, asce di pietra e altri oggetti che potrebbero indicare lo status sociale dei defunti. Nelle due strutture di Wyskoć, però, non sono ancora stati trovati resti umani. Saranno quindi ulteriori scavi a stabilire chi fosse destinato a essere sepolto al loro interno e quale ruolo avessero esattamente questi monumenti nella società neolitica.

Un’archeologa durante lo scavo del recinto in pietra della tomba
Più antiche delle piramidi di Giza
Il confronto con le piramidi egizie è suggestivo soprattutto per la cronologia: le strutture polacche furono realizzate molti secoli prima delle piramidi di Giza. Non esiste però alcun legame diretto tra le due tradizioni architettoniche. Il vero valore della scoperta risiede nella capacità delle comunità neolitiche europee di realizzare opere monumentali di tale scala. Le “piramidi polacche” restituiscono così l’immagine di una società molto più organizzata e complessa di quanto a lungo si sia immaginato: comunità capaci di coordinare grandi quantità di lavoro, trasformare il paesaggio e costruire monumenti destinati a sopravvivere per millenni.




